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SUMMARY:OLTRE LA POLVERE
DESCRIPTION:Inaugurazione Giovedì 21 Novembre\, ore 18.00Opere di Gianriccardo PiccoliA cura di Giuliano ZanchiIn collaborazione con Galleria Stefano Forni \n\n\n\nLa Raccolta Lercaro è lieta di presentare\, in collaborazione con la Galleria Stefano Forni di Bologna\, Oltre la polvere una personale di Gianriccardo Piccoli\, artista bergamasco\, a cura di Giuliano Zanchi\, Direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (BS). \n\n\n\nOltre la polvere – il titolo è tratto da una raccolta di Nelly Sachs poetessa svevo-tedesca – è un invito a entrare nella poetica dell’artista\, segnata dalla nostalgia: «Se Gian Riccardo Piccoli – scrive Zanchi nel testo cristico a corredo della mostra – si esprime anche in questa mostra nei registri contemporaneamente languidi e malinconici della nostalgia\, non è per quei tratti che si potrebbero attribuire a una condizione di senilità\, dove secondo cliché ci si butta sui ricordi e ci si compiace del rimpianto. Intanto perché\, malgrado gli indicatori biografici che per lui segnano superata l’ottantina\, il suo grado di creatività e di capacità esplorativa permane tuttora in uno stato di grazia che non ha nulla di senile\, e che continua a renderlo ironico osservatore del presente e acuto scrutatore del futuro. In secondo luogo perché questo senso di straziante passione per le cose che passano -dolore e amore nello stesso tempo – appartiene alla sua poetica fin dall’inizio\, come un sentimento innato che non dipende dall’età\, ma solo dal modo che si sceglie – ammesso che lo si possa scegliere – di percepire la sostanza delle cose reali». \n\n\n\nQuesta esposizione è l’ultima mostra dell’anno all’interno di una più ampia rassegna\, l’Osservatorio sull’arte\, inaugurata nel dicembre 2023 che ha visto la collaborazione di gallerie\, artisti e curatori in uno spazio dedicato al dialogo tra le arti e le diverse generazioni. L’Osservatorio\, infatti\, intende essere un contesto privilegiato in cui la Raccolta Lercaro rimane fedele alla sua identità\, quella di essere -come si legge nello Statuto della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro – un contesto in cui «offrire particolarmente ai giovani la possibilità di approfondire la propria cultura nel campo dell’arte contemporanea\, e dare la possibilità agli artisti di avere un punto di incontro dove essi possano confrontarsi e chiarirsi reciprocamente le idee alla luce di una sempre più profonda generosità inerente all’arte». \n\n\n\nGianriccardo Piccoli è nato a Milano il 15 dicembre 1941. Ha partecipato alla Biennale di Venezia ed ha esposto in importanti spazi museali e gallerie in Italia e all’estero. Ha avuto per anni lo studio a Basilea con partecipazioni ad Art Basel. Vive e lavora a Bergamo. \n\n\n\nAperture e orari: \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 22 novembre 2024 al 12 gennaio 2025 nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. La Raccolta Lercaro\, in occasione delle festività natalizie\, sarà chiusa nei seguenti giorni: 24\, 25\, 26\, 31 dicembre 2024 e 1° gennaio 2025.
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SUMMARY:LA LINEA VERTICALE
DESCRIPTION:opere di Agostino Arrivabenea cura di Giovanni Gardiniin collaborazione con Primo Marella Gallery \n\n\n\nUn’occasione imperdibile: sabato 8 febbraio alle 16.00\, la mostra La linea verticale sarà raccontata dall’artista Agostino Arrivabene e dal curatore Giovanni Gardini con una speciale visita guidata. A seguire\, la presentazione del catalogo dedicato al progetto. \n\n\n\nAlle 18.00 il dialogo diventa musicale con Around East and West- Music for flute and guitar in the modern era. Un viaggio musicale con Donato D’Antonio (chitarra) e Vanni Montanari (flauto) immersi nel suggestivo spazio del Museo. \n\n\n\nAlle 22.30\, l’ultimo imperdibile appuntamento: Rispondimi\, bellezza – Poesia e musica per La linea verticale di Agostino Arrivabene.Leggono Davide Rondoni\, Eva Laudace\, Fatmi Alì; canta Pietro Ciocca. Introduce Giovanni Gardini. \n\n\n\nLa linea verticale è una personale di Agostino Arrivabene\, a cura Giovanni Gardini\, un progetto espositivo che vede la collaborazione di Primo Marella Gallery. La linea verticale propone l’ultima ricerca dell’artista attraverso 22 opere\, dipinti e disegni incentrati sul tema della trascendenza\, della visione\, del dialogo interiore. Queste tematiche\, da sempre care all’artista\, trovano nella mostra della Raccolta Lercaro un’attenzione particolare grazie ad una serie di lavori pensati appositamente per la mostra – oltre la metà di quelli presenti nell’esposizione bolognese -\, in cui emerge con crescente intensità questa tensione verticale verso l’Altro. I quadri esposti raccontano l’anima dell’artista e conducono il visitatore in una nuova dimensione del sacro\, in un viaggio nello spirito e nel tempo dove i grandi maestri del passato si incontrano con la visione contemporanea di Arrivabene e il suo sguardo sempre in evoluzione.Il tema della finitezza dell’uomo\, della sua transitorietà – una costante anche questa nella poetica dell’artista – affiora in molti dipinti offrendo una presa di consapevolezza della caducità della vita; questa dimensione\, tuttavia\, lungi dall’essere una tragica constatazione\, apre l’uomo ad una realtà trasfigurata\, in cui la presenza della trascendenza si offre come vicinanza\, nube luminosa\, tensione verticale. È possibile acquistare il catalogo per le Edizioni delle grazie\, in italiano e inglese al link: https://www.edizionidellegrazie.it/product/la-linea-verticale/All’interno testi di Mons. Roberto Macciantelli\, Presidente della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro\, Giovanni Gardini\, Direttore della Raccolta Lercaro\, un’intervista all’artista di Alessandro Beltrami\, corredato dalle fotografie di Andrea Parisi e Marco Parollo. Si ringraziano l’AMEI\, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani\, per il patrocinio concesso. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero fino al 9 marzo 2025.
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SUMMARY:TURBOLENTA RELOADED
DESCRIPTION:Mostra multisensoriale che indaga gli approcci della società verso il cibo e l’alimentazioneOpere di Silvia NaddeoA cura di Sara Andruccioli e Paolo TrioschiTesto di Maria Rita BentiniInaugurazione: Giovedì 19 settembre\, ore 18.00 \n\n\n\nLa Project Room della Raccolta Lercaro nasce come luogo di dialogo con artisti\, gallerie e istituizioni e come spazio di sperimentazione. Una visione che è il cardine della prossima esposizione che ospiteremo: Turbolenta\, mostra multisensoriale che indaga gli approcci della società verso il cibo e l’alimentazione. L’esposizione si snoda attraverso un percorso interamente dedicato al tema del cibo\, con alimenti oggettivamente fascinosi\, dai colori invitanti e dall’apparenza gustosa\, alcuni dei quali collegati alla tradizione romagnola\, con un rimando alle proprie radici e al tempo stesso all’importanza del nutrimento del corpo con tutte le implicazioni di eccesso e di rifiuto tipiche della società odierna.La mostra si articola lungo un itinerario che affronta tematiche differenti attraverso l’utilizzo di diversi media\, tra cui sculture in mosaico\, installazioni\, installazioni interattive\, video\, acquerelli e audio.Un’esperienza sensoriale visiva e tattile\, alla scoperta dei molteplici significati culturali e simbolici che il cibo assume nel nostro contesto sociale fra la ricerca del cibo “sano”\, ecologicamente prodotto e perciò “antico” e intriso di memoria e il cibo nella sua realtà odierna: confezionato e standardizzato dai macchinari industriali. \n\n\n\nSilvia Naddeo (Roma 1984) è un’artista visiva che lavora ibridando mosaico\, scultura e nuovi media.Fonda la propria esperienza artistica sul tema del cibo indagandone gli aspetti socioculturali cui è legato e che lo contraddistinguono. Un connubio musivo-gastronomico che sfocia in un’esperienza di condivisione e nutrimento tutta sensoriale.Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero\, tra cui la Galleria d’Arte Statale Na Kashirke e la Musivum Gallery di Mosca\, il Museo d’Arte della città di Ravenna\, la Chapelle Saint-Éman di Chartres (Francia)\, il Museo Civico Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento e il Festival internazionale di Mosaico Contemporaneo.Attualmente\, l’artista è anche docente di Tecniche del Mosaico all’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 19 settembre al 17 novembre 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, BolognaPer ulteriori informazioni rivolgersi a: segreteria@raccoltalercaro.it
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SUMMARY:QUOTIDIANO SCOLPITO. LA VITA SENSIBILE DEGLI OGGETTI
DESCRIPTION:Inaugurazione: Giovedì 20 giugno ore 17.00Mostra a cura di Marinella Paderni e Collettivo HideaProgetto parte di Opentour dell’Accademia di Belle Arti di Bologna \n\n\n\nPer la decima edizione di Opentour\, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Raccolta Lercaro esordiscono insieme con un progetto nuovo\, una mostra collettiva di 14 opere inedite\, la maggior parte delle quali realizzate appositamente per lo spazio della Raccolta dagli studenti e dalle studentesse del corso triennale e biennale di Scultura.Il progetto è una collaborazione che vede coinvolte nel ruolo di curatrici cinque studentesse del biennio magistrale in Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico (Giulia Capriglia\, Maria Rosa Cuccitto\, Sara Perni\, Ludovica Pescarolo\, Martina Scribani) riunitesi nel Collettivo Hidea insieme alla loro docente di curatela\, Marinella Paderni.La mostra è il risultato finale di un incontro tra l’opera d’arte e la sua esposizione nello spazio pubblico e di un dialogo nuovo sul fare arte sorto tra i giovani artisti e le giovani curatrici all’interno delle aule dell’Accademia. Grazie a una serie di studio-visit organizzati dalle docenti di curatela e di scultura durante quest’anno accademico\, le studentesse-curatrici hanno potuto seguire la genesi del lavoro di ciascun studente-artista e partecipare alla vita sensibile di un’idea che nel tempo si trasforma in oggetto\, in opera d’arte. Un processo che solitamente non è visibile allo sguardo esterno che rimane privato fino a quando l’artista non decide di esporre l’opera finale. Invece\, in questo caso\, il lavoro di produzione è stato accompagnato dagli incontri tra di loro\, dalle parole e dai confronti arricchendosi nel tempo anche dello sguardo esterno\, altrui\, intra-visibile sottilmente nella progettazione della mostra da parte delle curatrici.Saranno esposte opere di:Michelangelo Bianchini\, Lorena Bucur\, Agnese Caleffi\, Mattia Cavallini Bonello\, Elio (Alessia Marchese)\, Chiara Innocenti Sedili\, Giacomo Mallardo\, Giovanni Manfreda\, Massa Omar\, Lucia Letizia Perillo\, Luna Prandi\, Giorgia Polverini\, Syria Roveto\, Cristina Russo.L’evento si inserisce nella rassegna estiva di Bologna Estate 2024 dei Giovedì della Lercaro\, appuntamenti dedicati all’Arte e alla Cultura. \n\n\n\nPer l’occasione il museo resterà aperto fino alle 23.00 e la mostra sarà visitabile a partire dalle 15.00.La mostra sarà visitabile fino al 28 luglio.La Raccolta Lercaro è visitabile\, a ingresso gratuito\, nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00Via Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.it
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SUMMARY:DALLA PARTE IN CUI TIRA IL VENTO
DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra DALLA PARTE IN CUI TIRA IL VENTOOpere di Patrizia NovelloPresentazione di Chiara GattiGiovedì 9 Maggio ore 18.00 \n\n\n\nProseguono le iniziative nella Project Room: Giovedì 9 maggio alle 18.00 inaugura “Dalla parte in cui tira il vento”. La mostra\, la cui presentazione è a cura di Chiara Gatti\, presenta le opere di Patrizia Novello.Una pittura attraversata da frammenti di versi poetici\, ispirati da un testo antico della letteratura e dell’arte. Parole che affiorano e affondano fra colori che evocano paesaggi\, stagioni\, elementi vegetali e memorie sinestetiche. Livelli diversi – visivi\, testuali e musicali – si sovrappongono come velature nello spazio. Il bianco dello sfondo è un vuoto denso di significato. Le forme spazzolate dal vento qualificano un luogo sospeso fra realtà e percezione. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 10 maggio al  16 giugno 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, BolognaPer ulteriori informazioni rivolgersi a: segreteria@raccoltalercaro.it
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SUMMARY:SOGLIE
DESCRIPTION:Soglie. Anna Cancarini\, Valery Franzelli\, Giovanni Rossi \n\n\n\nINAUGURAZIONEGiovedì 7 marzo ore 18.00Raccolta Lercaro – Via Riva di Reno 57\, Bologna \n\n\n\nInauguriamo la mostra «Soglie. Anna Cancarini\, Valery Franzelli\, Giovanni Rossi» con opere di tre ex studenti del biennio di Arti visive contemporanee dell’Accademia SantaGiulia di Brescia. Interverranno il direttore del museo\, Giovanni Gardini\, il vice-direttore dell’Accademia\, Paolo Sacchini e le curatrici\, Eleonora Bianchi\, Stefy Garzoni e Giulia Andrea Gerosa\, studenti del I anno del biennio di Comunicazione e didattica dell’Arte. \n\n\n\nLa mostra\, aperta al pubblico dall’8 marzo al 28 aprile 2024\, si propone di indagare il concetto di liminalità attraverso le opere dei tre giovani artisti. Ombre\, luci e trasparenze si fondono per esplorare il visibile e l’invisibile\, mondi interiori ed esteriori\, quelle piccole percezioni Leibniziane che si possono solo intuire da pochi spifferi di Realtà. Una realtà distorta\, non lineare\, ma al contempo fluida e impalpabilmente atemporale\, sublimata in opere di un tempo sospeso. \n\n\n\nUn evento che si inserisce nei Giovedì della Lercaro che mettono la Raccolta in dialogo con altre realtà culturali e forme artistiche.La mostra\, inoltre\, verrà ospitata nella nostra project room: uno spazio pensato per collaborare con istituzioni\, gallerie e artisti diventando luogo di espressione dei loro progetti.L’inaugurazione prosegue la nostra collaborazione col la Pasticceria “Regina di Quadri” che curerà il rinfresco. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dall’ 8 marzo al 28 aprile 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00;giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00.Saremo chiusi a PasquaRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognatel. 051/6566215segreteria@raccoltalercaro.it
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SUMMARY:MOSAICO tessere e pixel
DESCRIPTION:I GIOVEDÌ DELLA LERCARODIALOGHI D’ARTE \n\n\n\ngiovedì 1 febbraio ore 18.00 \n\n\n\nMOSAICOtessere e pixelElena Pontiggia e Daniele Torcellini in dialogo con gli artisti CaCO3 e Davide Maria ColtroSaranno presenti Giovanni Gardini e Sandro Malossini \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nRACCOLTA LERCAROVia Riva di Reno 57 – BolognaTel. 051 6566215-211www.raccoltalercaro.it
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SUMMARY:LUCIA BUBILDA NANNI - ORAMA
DESCRIPTION:  \n\nLUCIA BUBILDA NANNIORAMAa cura di Barbara Pavan \n Nell’ambito di ART CITY Bologna 2024 e in occasione di Arte Fiera\, la Raccolta Lercaro inaugura il 25 gennaio alle ore 18 ORAMA\, una personale di Lucia Bubilda Nanni a cura di Barbara Pavan\, visitabile fino al 25 febbraio 2024. \nIl termine ORAMA rimanda tanto alla veduta quanto alla proiezione e suggerisce che per vedere con consapevolezza sia necessario esplorare anche il verso delle cose\, l’ombra. È questo ‘doppio’ a rivelare la mutevolezza\, l’impermanenza e la vera natura di ogni manifestazione visibile\, la pluralità del reale che un’osservazione superficiale\, un solo punto di vista\, non può restituire. \nLucia Bubilda Nanni dà corpo a questa riflessione con un’imponente installazione di più di duecentocinquanta ritratti in cui il visitatore è invitato ad entrare per ritrovarsi osservato.Quello che inaugura alla Raccolta Lercaro è l’ultimo allestimento\, in ordine di tempo\, di un progetto nato da una ricerca dell’artista iniziata nel 2012 – e tuttora in fieri – con il censimento delle fotografie dei volti di una sezione inagibile del Cimitero Monumentale di Ravenna che comincia a ritrarre a mano libera con la sua macchina da cucire – una pesante Bernina modello 1008 meccanico a pedale elettrico – per salvarli dall’oblio. È l’avvio di un percorso che la condurrà a riflessioni e suggestioni che indagano le diverse declinazioni del volto e dello sguardo attraversando una pluralità di discipline -dalla filosofia alla biologia\, attraversando la teoria settecentesca di Lavater sulla fisiognomica\, gli studi del neuroscienziato Joseph LeDoux\, fino alle recenti ipotesi sul LUCA. L’installazione si pone qui\, infine\, in diretto dialogo con il fruitore e con le sue possibili letture e reazioni e vuole essere\, principalmente\, vuoto e silenzio\, per lasciargli il tempo di un capovolgimento dello sguardo\, dell’immagine e del doppio; un capovolgimento scomodo\, una soggezione da cui fuggire o rimanere a lungo. Chi è questo soggetto contemporaneo che\, protetto dallo schermo di uno smartphone o di un computer\, spia il mondo e le vite degli altri\, perdendo contezza di essere a sua volta oggetto di osservazione e giudizio?Nanni ci introduce in questa dimensione di oggetto lasciando che ognuno ne sperimenti il perimetro\, il confine\, le reazioni\, i pensieri e la portata emotiva che essa ispira. Questo primo evento del 2024 prosegue la rassegna con appuntamenti a cadenza sostanzialmente mensile che si prefigge l’obiettivo di aprire nuovi sguardi e prospettive sull’arte grazie alla collaborazione di gallerie\, artisti e curatori.Continua inoltre la preziosa collaborazione con la Pasticceria Regina Di Quadri\, che si concretizza attraverso l’incontro dell’alta pasticceria con il mondo dell’arte. Giovedì 25 gennaio\, alle ore 18\, in occasione dell’inaugurazione della mostra\, sarà possibile gustare le rinomate “castagnole alla crema” di Carnevale\, realizzate per un incontro tra arte e gusto.SCARICA IL CATALOGO : ORAMA – LUCIA BUBILDA NANNILa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 25 gennaio al 25 febbraio 2024 nei seguenti orari: \nmartedì e mercoledì 15.00-19.00;giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. \nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognatel. 051/6566215segreteria@raccoltalercaro.itwww.raccoltalercaro.it         
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SUMMARY:PERSISTENCE
DESCRIPTION:Il Museo Lercaro\, in collaborazione con la Galleria Studio G7\, inaugura PERSISTENCE\, personale di Jacopo Mazzonelli (Trento\, 1983) e primo progetto dell’Osservatorio sull’arte 2026\, con contributi critici di Charles Moore e Saverio Verini. \nNel lavoro di Mazzonelli lo strumento musicale diventa un dispositivo culturale complesso\, capace di rivelare la tensione tra forma e funzione. Il suono è il luogo in cui la tecnica incontra l’inconscio\, in cui ciò che è stato progettato per produrre ordine finisce per rivelare una specifica scissione interna. Quando è attivato\, il suono non arriva a compimento\, e quando è assente\, si avverte come pressione latente. In entrambi i casi rimane evidente che qualcosa continui a operare\, nonostante la disarticolazione palpabile.\nAttraverso rimandi e allusioni\, strumento e suono diventano fondamentali per Mazzonelli nella sospensione del tempo\, dove l’artista privilegia costantemente l’idea di un presente persistente. \nL’installazione su grande scala PERSISTENCEsi inserisce in questa riflessione; Mazzonelli recupera ventiquattro elementi di un intero registro di canne d’organo e compone una geometria variabile collocando ogni oggetto in posizione discendente\, invertendo l’orientamento originale dello strumento musicale. La varia inclinazione tra gli elementi invita lo spettatore ad attraversare la composizione dall’apparenza precaria. PERSISTENCEveicola attraverso le ventiquattro canne un suono identico e ripetuto; la disposizione e le diverse proporzioni generano esperienze uditive differenti\, dando vita ad un campo sonoro che non aderisce al linguaggio musicale dello strumento\, ma assume le sembianze di un flusso d’aria incanalato\, a tratti riconducibile alla stessa frequenza che percorre invisibile gli interstizi delle architetture. PERSISTENCEdiventa un fermo immagine metafora di una vibrazione visiva e sonora\, un’opera in cui le sollecitazioni scultoree\, sonore e concettuali di Mazzonelli convergono in un unico sistema temporale. \nLa mostra è inserita nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 in occasione di ARTEFIERA\, il programma di mostre\, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera\, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi.
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SUMMARY:AFFECTIVENESS
DESCRIPTION:A cura delle studentesse e degli studenti del II anno del Biennio in Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico\, Accademia di Belle Arti di Bologna.INAUGURAZIONE – Giovedì  26 giugno ore 18.00 \n\n\n\nLa mostra Affectiveness. Sensi\, simboli\, speculazioni trae origine dall’affective turn\, una svolta teorica che\, a partire dagli anni ’90\, ha spostato l’attenzione delle scienze umane dalla centralità del pensiero razionale alla dimensione corporea e prelinguistica dell’esperienza affettiva. \n\n\n\nSecondo la teoria dell’affective turn\, l’affetto si configura non solo come una reazione emotiva\, ma anche come una reazione fisica\, una vibrazione intensa che attraversa il corpo\, anticipando il linguaggio e la coscienza. È in questo contesto che l’arte si fa attivatrice: non più oggetto da contemplare\, ma esperienza sensoriale che tocca\, scuote e mette in moto. \n\n\n\nIl termine “affetto” – dal latino ad facere\, ovvero fare qualcosa a qualcuno – indicava l’atto di influenzare l’altro\, sia a livello fisico che emotivo. Oggi evoca un movimento profondo e intimo\, un’oscillazione tra impulso istintivo e slancio spirituale. Con la frase «Sono ciò che di me hanno fatto gli altri» il filosofo Carlo Sini sottolinea che è nella relazione con l’altro che l’affettività si radica. Il riconoscimento nell’alterità è quindi una condizione fondante del sé e della sua costruzione identitaria. \n\n\n\nIn linea con questo pensiero si innesta anche lo sguardo riflessivo di Palomar\, un racconto di Italo Calvino\, in cui la figura del protagonista\, attraverso l’osservazione minuziosa del mondo\, cerca di trovare un ordine possibile e un modo per tradurre l’esperienza sensibile in conoscenza. Come nel romanzo\, anche la mostra si sviluppa seguendo tre direzioni: la visione\, il racconto e la meditazione. \n\n\n\nQuesta tripartizione è ripresa nel percorso espositivo\, che si articola nelle tre sale\, ciascuna delle quali riflette le direzioni suggerite da Palomar e guida il visitatore attraverso gli spazi. \n\n\n\nLe opere presentate in mostra sono realizzate con tecniche\, media e materiali diversi e sono messe in dialogo tra loro in un percorso che vuole portare a riflettere sulle molteplici forme legate alla sfera affettiva. Nella prima sala si esplora l’esperienza percettivo-visiva attivando la dimensione sensoriale dell’affetto. Nella seconda sala si accede a un’esperienza di tipo culturale e simbolica\, in cui l’affetto si configura come una costruzione collettiva condivisa\, mediata dal linguaggio vissuto. La terza sala corrisponde all’esperienza speculativa e spirituale\, in cui l’affetto viene vissuto come un’apertura al mistero\, una tensione verso l’infinito e\, allo stesso tempo\, una ricerca interiore. \n\n\n\nLa mostra propone un ritorno al corpo\, all’incontro e alla sottile vibrazione dell’esperienza vissuta: l’affetto non è solo ciò che proviamo\, ma è anche ciò che ci muove\, ci definisce e ci unisce. \n\n\n\nIl percorso di visita sarà volutamente aperto\, soggettivo e non mediato\, invitando ciascun visitatore a relazionarsi con lo spazio e le opere secondo la propria sensibilità\, percezione e disposizione. In questo modo\, il senso più autentico della mostra prende forma\, non nel concetto\, ma nell’esperienza viva – corporea\, culturale e spirituale – dell’arte e del suo incontro con l’altro. \n\n\n\nL’esposizione sarà visibile fino al 27 luglio\, a ingresso libero\, nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15.00-19.00; da giovedì a domenica 10.00-13.00/15.00-19.00. Il giorno dell’inaugurazione la mostra è a orario continuato dalle 15.00 alle 23.00 e dalle 20.00 curatrici\, curatori\, artisti e artiste saranno disponibili per illustrare le opere e il progetto curatoriale della mostra. \n\n\n\nL’evento fa parte di Bologna Estate 2025\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
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SUMMARY:I GIORNI DEL FANGO
DESCRIPTION:A UN ANNO DALL’ALLUVIONE\, LE OPERE DI CARLO ZAULI ALLA RACCOLTA LERCAROcon gli scatti fotografici di Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo\, Adriano ZanniINAUGURAZIONEGiovedì 23 maggio ore 18.00 \n\n\n\nL’arte come possibilità di incontro e di condivisione\, come veicolo per trasmettere contenuti importanti. È con questa attenzione che giovedì 23 maggio alle 18.00\, per i “Giovedì della Lercaro”\, si inaugura un nuovo allestimento che riporta in collezione permanente il lavoro di Carlo Zauli (1926-2002)\, importante ceramista faentino di livello internazionale. A un anno dall’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna saranno esposti due apprezzabili opere di Carlo Zauli\, il cui Museo\, con sede a Faenza\, è stato drammaticamente colpito dall’alluvione del maggio 2023.Insieme alle sculture di Carlo Zauli saranno inoltre esposte anche le fotografie di Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo e Adriano Zanni che\, con sguardi diversi\, hanno documentato quanto accaduto lo scorso maggio. Adriano Zanni\, rinunciando al colore\, restituisce una visione quanto mai nitida della realtà\, immortalata in tutta la sua estrema crudezza\, senza sconti di sorta. Andrea Bernabini offre uno sguardo prevalentemente aereo\, solo apparentemente distaccato\, alla ricerca di un’armonia in mezzo ad un territorio devastato. Più aspra è la scelta di Marco Parollo: i suoi occhi indugiano sulle macerie alla ricerca di dettagli che possano restituire agognati frammenti di quotidianità. Richard Betti ha invece indagato la dimensione del ricordo offrendo allo sguardo del pubblico una serie di fotografie legate alla sua dimensione familiare e che l’alluvione ha inesorabilmente cancellato o snaturato. Eppure\, la memoria e l’affetto verso persone amate e luoghi visitati\, rimane nonostante tutto immutata\, se non addirittura più intensa.Le opere dei quattro fotografi resteranno visibili fino al 28 luglio.L’evento nato dalla collaborazione tra la Raccolta Lercaro e il Museo Carlo Zauli di Faenza vedrà la partecipazione di Elena Di Gioia\, Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana\, Massimo Isola\, Sindaco di Faenza\, Mons. Roberto Macciantelli\, Presidente della Fondazione Lercaro\, Giorgia Boldrini\, Direttrice del Settore Cultura e Creatività Comune di Bologna\, Eva Degl’Innocenti\, Direttrice del Settore Musei Civici Bologna\, Matteo Zauli\, Direttore del Museo Carlo Zauli e Giovanni Gardini\, Direttore Raccolta Lercaro. \n\n\n\nAperture e orari:La Raccolta Lercaro è visitabile\, a ingresso gratuito\, nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.itPAROLE D’ARTISTA\nCONVERSAZIONE SULLA MOSTRA “I GIORNI DEL FANGO” \nGiovedì 13 giugno ore 21.00 \n\n\n \nIn relazione alla mostra I giorni del fango\, ora esposta nella collezione permanente che ricorda l’alluvione del maggio 2023\, quattro fotografi – Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo e Adriano Zanni – dialogano su quanto accaduto. Le loro parole si aggiungono così al racconto dei loro scatti fotografici\, posti in relazione a due opere di Carlo Zauli\, riportandoci sguardi e sensibilità differenti. Adriano Zanni\, rinunciando al colore\, restituisce una visione quanto mai nitida della realtà\, immortalata in tutta la sua estrema crudezza\, senza sconti di sorta. Andrea Bernabini offre uno sguardo prevalentemente aereo\, solo apparentemente distaccato\, alla ricerca di un’armonia in mezzo ad un territorio devastato. Più aspra è la scelta di Marco Parollo: i suoi occhi indugiano sulle macerie alla ricerca di dettagli che possano restituire agognati frammenti di quotidianità. Richard Betti ha invece indagato la dimensione del ricordo offrendo allo sguardo del pubblico una serie di fotografie legate alla sua dimensione familiare e che l’alluvione ha inesorabilmente cancellato o snaturato. Eppure\, la memoria e l’affetto verso persone amate e luoghi visitati\, rimane nonostante tutto immutata\, se non addirittura più intensa.Alla serata parteciperanno anche Matteo Zauli\, direttore artistico del Museo Carlo Zauli\, e Giovanni Gardini\, direttore della Raccolta Lercaro.Sarà un incontro per riflettere sulle potenzialità dell’arte quale mezzo per elaborare in un orizzonte di senso i drammi che la vita può riservare e sulle possibilità che la creatività offre all’uomo\, aprendolo alla prospettiva di saper individuare anche nel fango nuove opportunità di crescita.Questo appuntamento si inserisce nella rassegna estiva di Bologna Estate 2024 dei Giovedì della Lercaro: incontri di approfondimento e divulgazione artistica e culturale.Le opere dei quattro fotografi resteranno visibili fino al 28 luglio. \n\n\n \nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.it
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