BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Museo D&#039;Arte Lercaro - ECPv6.17.4.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.museolercaro.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Museo D&#039;Arte Lercaro
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20220101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260709
DTEND;VALUE=DATE:20260710
DTSTAMP:20260706T050409Z
CREATED:20260706T045736Z
LAST-MODIFIED:20260706T050409Z
UID:10586-1783555200-1783641599@www.museolercaro.it
SUMMARY:TRA ARTE E MUSICA
DESCRIPTION:Vi aspetta una giornata imperdibile tra approfondimenti artistici e musica dal vivo al Museo: \nAlle 18.00 i curatori della mostra Paesaggi Spezzati\, Alessio Costarelli e Pasquale Fameli\, dialogheranno attorno al concetto di frammentarietà del paesaggio con Raffaele Milani\, già professore ordinario di estetica all’Università di Bologna e attuale presidente di Italia Nostra – Sezione Bologna\, che da anni si occupa di temi relativi al paesaggio sotto molteplici aspetti. \nIn questa occasione\, presenteremo il catalogo della mostra: un percorso dedicato alle trasformazioni del concetto di paesaggio nell’arte bolognese ed emiliana dal secondo Dopoguerra al nuovo Millennio\, quando il paesaggio terreno di sperimentazione e ricerca visiva. \n  \nAlle 21.00 ospiteremo il concerto di Emilia Romagna Festival: Omaggio allo scultore Carlo Zauli. Concerto che celebra i cento anni dalla nascita dell’artista\, presente nella collezione del Museo attraverso la musica di Vanni Montanari (flauto e flauto contralto) e Donato D’Antonio (chitarra) che si esibiranno nel suggestivo spazio delle sale del Museo.\nIngresso libero fino a esaurimento posti. \nProgramma:\n \nBéla Bartók (1881-1945) Romàn népi tàncok (Danze popolari rumene)\, BB 76\, SZ 68 \nCarl Nielsen (1865–1931) Pieces \nDaniele Furlati (1973) Ameublement sonore 1 & 2 \nGraziano Riccardi (1997) Punti di contatto (Dedicato a Carlo Zauli) \nMichio Miyagi (1894-1956) Haru No Umi \nToru Takemitsu (1930-1996) Toward the Sea \nAstor Piazzolla (1921-1992) da Histoire du Tango
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/tra-arte-e-musica/
LOCATION:Museo Lercaro\, Bologna\, Via Riva di Reno 57\, Bologna\, 40122\, Italy
CATEGORIES:Giovedì della Lercaro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/07/Tra-Arte-e-Musica.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260625T183000
DTEND;TZID=UTC:20260802T190000
DTSTAMP:20260619T192126Z
CREATED:20260619T192021Z
LAST-MODIFIED:20260619T192126Z
UID:10574-1782412200-1785697200@www.museolercaro.it
SUMMARY:La persistenza del mosaico
DESCRIPTION:LA PERSISTENZA DEL MOSAICO – L’ARTE DI FELICE NITTOLO\nInaugurazione Giovedì 25 giugno\, ore 18.30  \nArriva la nuova esposizione della Project Room del Museo Lercaro: La persistenza del mosaico\, mostra personale di Felice Nittolo a cura di Daniele Torcellini.Il progetto espositivo propone un percorso attraverso oltre cinquant’anni di attività di Felice Nittolo\, tra i più originali protagonisti della ricerca sul mosaico contemporaneo. Attraverso una selezione di opere realizzate dal 1976 a oggi\, l’esposizione mette in luce il dialogo costante dell’artista con la tradizione musiva ravennate\, reinterpretata con uno spirito profondamente sperimentale.\n\n\n\n\n\n\nDalle prime opere alle innovazioni degli anni Ottanta\, fino alle più recenti sperimentazioni materiche\, il percorso racconta come Nittolo abbia progressivamente ampliato i confini del mosaico\, trasformandolo in uno strumento di ricerca artistica capace di interrogare temi come la memoria\, la trasformazione e il rapporto tra presenza e assenza. La mostra offre così uno sguardo significativo su una ricerca che ha contribuito a rinnovare il linguaggio del mosaico ben oltre i suoi codici tradizionali.\n\n\n\n\n\n\n\nIl progetto ha il patrocinio del Comune di Ravenna e si pone in continuità con la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna. L’evento fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/la-persistenza-del-mosaico/
LOCATION:Museo Lercaro\, Bologna\, Via Riva di Reno 57\, Bologna\, 40122\, Italy
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2026,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/06/Felice-Nittolo_FB.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260611T180000
DTEND;TZID=UTC:20260712T190000
DTSTAMP:20260608T103115Z
CREATED:20260607T215358Z
LAST-MODIFIED:20260608T103115Z
UID:10549-1781200800-1783882800@www.museolercaro.it
SUMMARY:Insieme\, Oltre
DESCRIPTION:INSIEME\, OLTRE – OPENTOUR 2026\nInaugurazione giovedì 11 giugno\, ore 18.00\n\n\n\n\n\n\n\n\nIn occasione di Open Tour\, inaugura giovedì 11 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Lercaro la mostra Insieme\, oltre. Donare\, ricevere\, ricambiare a cura delle studentesse e degli studenti del II anno del Biennio di Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (docente referente: Marinella Paderni).\nLa mostra si vuole inserire nella sua continuità storica\, ricalcando il pensiero originario con cui la collezione ha preso forma: la valorizzazione di un patrimonio vivo come testimone di donazioni. Giacomo Lercaro e i suoi legami con gli artisti del tempo hanno creato un concatenarsi di relazioni che sono culminate nella nascita della Fondazione: un gesto di omaggio e riconoscenza da parte dei suoi ex allievi. All’interno della mostra\, attraverso opere multidisciplinari ed eterogenee\, si tenta di far fronte all’individualismo del presente esibendo come pratiche generative i movimenti del dono\, dello scambio e dell’incontro. La potenza della relazione fra le persone\, più che il valore di ciò che viene scambiato.Opere delle studentesse e degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: Chiara Agliardi\, Emanuele Bongiorno\, Luca Cavani\, Qianhua Cheng\, Cosimo Chirico\, Martina Di Costanzo\, Paula Di Vittorio\, Federica Duca\, Andrea Fabrizio\, Yajie Lu\, Tamara Reith\, Viola Ricci\, Paolo Saputo\, Damiano Schiavone\, Aurora Taiti\, Donatella Valente\, Chiara Ines Zanzi.\n\n\n\n\n\n\nL’evento fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \n 
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/insieme-oltre/
LOCATION:Museo Lercaro\, Bologna\, Via Riva di Reno 57\, Bologna\, 40122\, Italy
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/06/Insieme_oltre_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260604T180000
DTEND;TZID=UTC:20260802T180000
DTSTAMP:20260529T152349Z
CREATED:20260529T152312Z
LAST-MODIFIED:20260529T152349Z
UID:10540-1780596000-1785693600@www.museolercaro.it
SUMMARY:Paesaggi spezzati
DESCRIPTION:🎊 Inaugura Paesaggi Spezzati\n📅 Giovedì 4 giugno\, ore 18.00 presso Museo Lercaro\, Bologna\nNasce la mostra Paesaggi spezzati. Arte e paesaggio a Bologna nel secondo Novecento a cura di Alessio Costarelli e Pasquale Fameli. \nUn percorso dedicato alle trasformazioni della pittura di paesaggio nell’arte bolognese dal Dopoguerra al nuovo Millennio. \nIl paesaggio si fa terreno di sperimentazione e ricerca visiva: dipinti\, sculture e opere su carta riuniscono il lavoro di ventitré artisti\, ventitré sguardi che raccontano la nostra città. \n🖼️ Opere di Sergia Avveduti\, Vasco Bendini\, Maurizio Bottarelli\, Mirta Carroli\, Giovanni Ciangottini\, Alberto Colliva\, Pirro Cuniberti\, Giulia Dall’Olio\, Luciano De Vita\, Alfonso Frasnedi\, Omar Galliani\, Quinto Ghermandi\, Giorgio Morandi\, Mario Nanni\, Maurizio Osti\, Simone Ponzi\, Bruno Pulga\, Gian Paolo Roffi\, Rosalba (Bianca Arcangeli)\, Ilario Rossi\, Romana Spinelli\, Sergio Vacchi\, Tullio Vietri. \n🤝 Si ringraziano Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna\, Regione Emilia Romagna\, Hotel il Guercino.\nCon il patrocinio del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. \nMostra Paesaggi Spezzati\, Museo Lercaro\, Bologna
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/paesaggi-spezzati/
LOCATION:Museo Lercaro\, Bologna\, Via Riva di Reno 57\, Bologna\, 40122\, Italy
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/05/Paesaggi_spezzati_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260507T080000
DTEND;TZID=UTC:20260614T190000
DTSTAMP:20260613T082810Z
CREATED:20260613T082544Z
LAST-MODIFIED:20260613T082810Z
UID:10565-1778140800-1781463600@www.museolercaro.it
SUMMARY:Ma Destinée
DESCRIPTION:MA DESTINÉE\nIn mostra dal 7 maggio al 14 giugno\, presso il Museo Lercaro\, MA DESTINÉE il terzo progetto dell’Osservatorio sull’arte 2026\, una personale di Michele Parisi\, artista trentino\, che vede la collaborazione tra il Museo Lercaro e Paolo Maria Deanesi Gallery di Trento\, a cura di Giovanni Gardini\, Direttore del Museo Lercaro.\nUn’opportunità per vedere da vicino il lavoro di Michele Parisi la cui ricerca si muove tra fotografia\, disegno\, pittura e scultura. Le sue opere presentano un universo trasfigurato\, come sospeso\, profondamente poetico\, dalle atmosfere rarefatte e silenziose. \nMichele Parisi lavora da anni nella pittura attorno al concetto di apparizione e sparizione dell’immagine. Nato a Riva del Garda (TN) nel 1983\, le sue esperienze formative sono principalmente legate al contesto di Bologna\, con il diploma all’Accademia di Belle Arti nel 2006 sotto la guida di Concetto Pozzati e il lavoro di assistente con Luca Caccioni. Numerose le mostre in Italia e all’estero\, come i premi in contesti di rilevanza internazionale: Premio Lissone\, Premio San Fedele\, Premio VAF-Stiftung. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private\, tra cui Mart\, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto\, Fondazione VAF-Stiftung\, Ferdinandeum Museum di Innsbruck e Galleria San Fedele di Milano. Hanno parlato del suo lavoro Andrea dall’Asta SJ\, Dino\nMarangon\, Daniele Capra\, Claudio Cerritelli\, Gabriele Salvaterra\, Daniela Ferrari e Alberto Zanchetta.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/10565/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2026
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/06/Ma_destinee_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260505T000000
DTEND;TZID=UTC:20260505T000000
DTSTAMP:20260526T080609Z
CREATED:20231201T133308Z
LAST-MODIFIED:20260526T080609Z
UID:6174-1777939200-1777939200@www.museolercaro.it
SUMMARY:FRANCESCA DONDOGLIO
DESCRIPTION:IN MEDIO COELI\npersonale di Francesca Dondoglio\na cura di Studio la Linea Verticale\ntesti di Roberto Mastroianni e Alessandro Mescoli\n14.12.2023-14.01.2024 \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 14 dicembre ore 18.00\nRaccolta Lercaro – Via Riva di Reno 57\, Bologna \nLa Raccolta Lercaro e lo Studio la Linea Verticale – Arte Contemporanea inaugurano il 14 dicembre alle ore 18 In medio coeli\, una personale di Francesca Dondoglio visitabile presso la Raccolta Lercaro fino al 14 gennaio 2024. \nFrancesca Dondoglio\, classe 1990\, ha sviluppato negli anni una propria peculiare ricerca pittorica: attraverso la rimozione di qualsiasi simbolo lo spazio pittorico vive esclusivamente di vibrazioni cromatiche. Il colore non viene inteso per la sua valenza estetica\, ma come primaria espressione emozionale tesa a creare una nuova simbologia del possibile. Il codice binario dell’artista torinese è l’esatto contrario di quello informatico; lontano dalla tecnologia riguarda i colori di maggiore impatto sull’Anima. Il Blu e il Rosso come Alto e Basso\, Bianco e Nero\, Vita e Morte\, sono inscindibili fratelli. L’incontro armonico dei colori genera un nuovo luogo del possibile\, una Via di mezzo tesa fra trascendenza-spirito-vita-corpo\, incontro ideale nella dualità dell’esistenza umana\, terrena e spirituale. \nAd arricchire l’esposizione i testi critici di Roberto Mastroianni\, che introduce nella dimensione estetico-esistenziale dell’artista\, e di Alessandro Mescoli\, che presenta la nuova ed inedita serie di opere su legno. \nScrive Roberto Mastroianni sull’artista: «In questo ciclo di opere\, nato dal dialogo con la poesia e i saggi della Campo\, in special modo con il saggio “In medio coeli” presente nella postuma raccolta di scritti Gli imperdonabili (1984)\, i quadri portano a rappresentazione cromatica\, aniconica e non figurale quello spazio in cui si sedimenta il segno con riferimento all’ultrasensibile. A partire dalla dicotomia tra conosciuto e ignoto\, tra visibile invisibile\, la Campo individua nella fiaba e nella poesia la produzione di immagini e simboli che permettono di raggiungere con un percorso esistenziale il Regno dei Cieli ovvero la conoscenza assoluta\, la dimensione gnostica della conoscenza spirituale cui tutti gli esseri umani aspirano. Questo spazio per la parola poetica e per le metafore mitologiche e fiabesche viene interpretato e restituito dalla Dondoglio attraverso l’uso del colore\, che trasforma la poesia in stratificazione pittorica e in assenza figurale». \nIn occasione della mostra viene esposta al pubblico per la prima volta una nuova serie di opere su tavola\, presentate dal testo di Alessandro Mescoli: «Il legno come supporto vivo\, precedente ed ancestrale progenitore della carta\, raccoglie i pastelli della Dondoglio. Velature e stesure che si distribuiscono in maniera inaspettata\, inciampando e scivolando in asperità\, solchi e nodi: segni pregressi che trattengono\, come un respiro cromie e nuances. Francesca agisce\, opera\, ed il supporto decide come trattenere\, evidenziando ciò che per affinità sceglie di resistere e permanere in attesa di fissarsi».  \nLa personale di Francesca Dondoglio\, inoltre\, rappresenta il primo appuntamento di una rassegna promossa dalla Raccolta Lercaro che grazie alla collaborazione con gallerie\, artisti e curatori intende offrire\, a cadenza sostanzialmente mensile\, nuovi sguardi sull’arte: «all’interno dello spazio espositivo della Raccolta – spiega Giovanni Gardini\, Direttore del Museo – vogliamo creare un ambiente di ricerca sull’arte contemporanea\, una sorta di project room\, uno spazio aperto nel quale gli artisti\, i curatori\, i galleristi\, le Accademie possono trovare un contesto favorevole di sperimentazione». \nGrazie alla collaborazione con la Pasticceria Regina Di Quadri\, l’inaugurazione di giovedì 14 dicembre alle ore 18 presso la Raccolta Lercaro sarà l’occasione per un brindisi di Natale e per gustare e prenotare il panettone “Sua Maestà” realizzato in edizione limitata per un incontro tra arte e gusto. \nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 14 dicembre 2023 fino al 14 gennaio 2024 nei seguenti orari:\nmartedì e mercoledì 15.00-19.00;\ngiovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \nLa Raccolta Lercaro resterà chiusa domenica 24 e domenica 31 dicembre 2023. \nRaccolta Lercaro\nVia Riva di Reno\, 57\, Bologna\ntel. 051/6566215\nsegreteria@raccoltalercaro.it\nwww.raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/francesca-dondoglio/
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2023/12/1C.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T114957Z
CREATED:20250501T192439Z
LAST-MODIFIED:20260427T114957Z
UID:8488-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:MIA MADRE SUPERNOVA
DESCRIPTION:MIA MADRE SUPERNOVA (I will arise and go now)Opere di Raniero Bittante e Massimiliano FabbriA cura di Serena SimoniInaugurazione: Giovedì 22 maggio ore 18.00 \n\n\n\nInaugura giovedì 22 maggio alle ore 18.00 all’interno dell’Osservatorio sull’arte del Museo Lercaro Mia madre supernova (I will arise and go now) – una doppia personale di Raniero Bittante e Massimiliano Fabbri a cura di Serena Simoni\, un progetto che presenta opere dedicate a uno dei grandi rimossi del contemporaneo ovvero la decadenza dei corpi e la perdita dell’identità: i due artisti\, accomunati da una storia familiare simile – prendersi cura di madri affette da Alzheimer e Parkinson – affrontano l’indicibile in una mostra difficile e coraggiosa.Oggi sembra difficile poter parlare di compiti\, scopi o di legittimità dell’arte: le opere hanno quasi sempre dovuto tener conto di alcune regole non scritte – gradevolezza dei soggetti\, materiali e tecniche abbordabili – adattandosi alle richieste del mercato. Lea Vergine\, critica d’arte italiana\, diceva che una caratteristica propria di ciò che chiamiamo opera d’arte è la sua condizione di “non essere ignara dell’ombra”. Questa è forse l’azione più interessante che l’arte possa mettere in campo. Le zone oscure sono tante\, soprattutto in questa epoca dove ogni esperienza può essere posta sotto i proiettori\, full time.Partendo dalle proprie simili esperienze personali\, la serie di lavori realizzati da Raniero Bittante e Massimiliano Fabbri rientrano in questa area\, portando alla luce uno dei grandi rimossi della“seconda rivoluzione individualista” – come la definisce il filosofo e sociologo Gilles Lipovetsky – ovvero la decadenza dei corpi. Per affrontare il vertice dei tabù occorre essere esperti nell’attività di cura\, avere avuto in carico un corpo fragile – il proprio o quello di una persona cara – e possedere la consapevolezza che la realtà è diametralmente opposta alla narrazione sociale e alle proiezioni collettive fatte sui corpi\, che si devono immaginare eternamente giovani\, sempre funzionanti e perfetti.Inabilità\, invecchiamento\, demenza senile\, Parkinson\, Alzheimer\, sono parole utilizzabili in ambito medico o eventualmente nella sfera privata. Quasi non possono valicare la soglia del pubblico e rare volte sono state tematizzate nel mondo della creazione artistica. L’indicibile è salito alla luce nei lavori di Opalka\, Anne Wilke\, Katarzyna Kozyra\, Gideon Mendel\, Nan Goldin e in alcuni recenti film.Con fatica e soltanto da pochi decenni\, perché il pensiero della mortalità e del decadimento non èpiacevole e i loro processi non sono astratti ma piuttosto lenti\, e nemmeno eleganti.La mostra mette in luce l’esperienza della malattia ma indaga anche l’aspetto relazionale fra la persona malata e chi accudisce acuendo i tempi dell’osservazione\, la ricerca retrospettiva interiore\, la prossimità di affetti e di corpi\, la reciprocità che dà contorno all’io e all’altro. In questi casi\, la cura dei corpi è stata affidata a uomini\, figli maschi\, la cui esperienza indica con decisione una grande svolta dell’immaginario sociale che ha sempre delegato queste attitudini e disposizioni alle donne\, quasi per natura.Si parte da un verso di Yeats – I will arise and go now – che costituisce l’ultima frase pronunciata dauna donna irlandese affetta da Alzheimer prima di entrare nel silenzio definitivo della malattia: si tratta di una testimonianza estrapolata da quelle raccolte in un interessante progetto irlandese (Losing Myself) presentato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2016.Da qui si prosegue con l’indagine di Raniero Bittante che parodiando il Trattato logico filosofico di Ludwig Wittgenstein – da cui parte del titolo di una delle serie presentate – analizza il corpo della madre come elemento reale sfuggito al linguaggio\, il mezzo che nomina e crea il mondo. Le piccole lastre di acciaio inox che lo compongono si presentano come un atlante delle deformazioni corporee del vecchio corpo materno. Alcuni pannelli alle pareti e i libri atlantici a terra – stretti da morsetti giganti – lo ripropongono in associazione a viti\, bulloni\, mattoni e morse\, inutili strumenti per tenere insieme un corpo afunzionale. Neilla serie di Mother’s Cave le immagini sono prodotte da una stampante laser manomessa e le lastre – fotografate due volte – presentano una tonalità nera predominante. Il processo di realizzazione restituisce allusivamente la manomissione delle funzioni mentali\, l’ecolalia e il coloresimbolico dell’area del cervello (Substantia Nigra) coinvolta nella malattia. In alcune immagini più recenti invece\, realizzate utilizzando l’intelligenza artificiale\, la stringa di parole processata ci restituisce una sorta di Venere anziana\, metafora di forte contrasto agli stereotipi della bellezza\, sanità e perfezione che l’immaginario attribuisce al corpo femminile.Massimiliano Fabbri scrive che il disegno «scava e buca\, ricuce frammenti\, mancanze e pezzi sparsi cercando di tenerli insieme come un archeologo\, perchè ha a che fare\, sempre\, con la memoria». I delicati ritratti – realizzati in due serie nel 2020 e nel 2023 – e il grande nudo a olio della madre propongono una relazione inedita in cui si esplora con attenzione\, e quasi si manda a memoria\, ogni piccola curva di sopracciglio\, ogni verticale di tempia\, opponendo una resistenza affettiva all’azione del tempo. Se il disegno cerca di coprire la distanza nel tempo e nello spazio\, tenta di colmare la perdita di qualcuno o qualcosa – per questo ha tanto a che fare col concetto storico della malinconia mantiene anche la capacità di ripercorrere un volto e un corpo per riconoscerlo e comprenderlo meglio. I ritratti della madre\, basati su una quotidiana sequenza di scatti fotografici\, entrano in un dialogo muto e segreto con la serie di disegni rubati e copiati da un ciclo di autoritratti di Mattia Moreni\, visti dall’artista trenta anni fa. Le pieghe del tempo si avvolgono e avvicinano sguardi apparentemente lontani.Altrettanto lontana sembrerebbe la sequenza esposta di nature morte floreali\, composizioni create con creatività dalla madre dell’artista sulla base di un alfabeto familiare prima che la malattia la bloccasse. Grazie a questa serie\, Fabbri crea un approdo sicuro per questi ultimi messaggi in bottiglia. \n\n\n\nLa mostra fa parte di Bologna Estate 2025\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \n\n\n\nAperture e orariLa mostra è visitabile a ingresso libero dal 22 maggio al 3 agosto 2025 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00da giovedì a domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nPer maggiori informazioni:segreteria@raccoltalercaro.it | museo.studioin3.com/ \n\n\n\nA questo link è possibile accedere all’area stampa e scaricare le immagini in alta risoluzione:https://drive.google.com/drive/folders/1H8ZiLpwt0Ms90m7dKbZMqx9nzpMyXWjs
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/mia-madre-supernova/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2025,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2025/05/mia_madre_supernova_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260505T101525Z
CREATED:20250319T204555Z
LAST-MODIFIED:20260505T101525Z
UID:8343-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:WILLIAM CONGDON - PAESAGGIO COME MISURA DEL CORPO
DESCRIPTION:Opere di William CongdonA cura di Pasquale Fameli e Giovanni GardiniIn collaborazione con The William Congdon Foundation\, Museo Diocesano Carlo Maria Martini\, Pro Civitate ChristianaInaugurazione giovedì 27 marzo\, ore 18.00\n\n\n\nInaugura giovedì 27 marzo 2025 alle ore 18.00\, la nostra nuova mostra: William Congdon. Paesaggio come misura del corpo\, una mostra a cura di Pasquale Fameli e Giovanni Gardini\, in collaborazione con The William G. Congdon Foundation\, il Museo Diocesano di Milano e la Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana – Assisi. \n\n\n\nLa mostra si focalizza su un preciso aspetto della produzione pittorica di William Congdon (1912-1998): la rappresentazione del paesaggio e l’interpretazione di fenomeni atmosferici che caratterizzano la pianura padana. Il percorso espositivo consta di oltre venticinque opere tra olii e pastelli\, editi e inediti\, appartenenti a una fase avanzata della sua attività\, quella degli anni Ottanta\, che tende a una radicale riduzione dei dati figurativi a vantaggio di una visione astratta ed essenziale\, ma al contempo carica di significati esistenziali. Si tratta di una fase in cui l’artista sembra tornare a confrontarsi con soluzioni tra le più identificative della sua generazione e del contesto culturale d’origine\, pur operando nella periferia lombarda e anzi trovando in essa gli stimoli ideali per composizioni estremamente semplificate nella strutturazione delle superfici. \n\n\n\nCongdon rimedita infatti sulla pittura a campi di colore che già nel corso degli anni Cinquanta aveva caratterizzato le esperienze più contemplative dell’Espressionismo Astratto statunitense\, giungendo così a una riprogettazione aniconica dello spazio pittorico\, ma con obiettivi e significati divergenti da quei presupposti storici. L’ipotesi di fondo è che tali opere\, apparentemente distanti dalla sua più nota produzione a tema religioso\, provvedano invece a una sublimazione di quei valori non solo nei rapporti di equilibrio tra le campiture e le masse\, ma anche nella più diretta relazione tra immagine e corpo che emerge dal processo formativo. \n\n\n\nIl simbolo del Crocifisso diventa infatti la struttura formale a partire dalla quale l’artista traccia schemi spaziali ambivalenti\, nei quali gli orizzonti\, i campi\, i cieli e i terreni si rapportano come fossero visti simultaneamente di fronte e dell’alto. I piani verticali e quelli orizzontali si rovesciano gli uni negli altri\, si invertono di continuo per generare immagini concrete e al contempo astratte. \n\n\n\nNella più tarda produzione di Congdon\, il corpo\, sublimato nel simbolo della Croce\, diventa quindi misura del paesaggio\, tanto da stabilire una continuità\, se non una vera e propria identificazione\, tra le due entità. Tali paesaggi si costituiscono pertanto come proiezioni dirette di una corporeità materiale e al contempo ideale\, emanazioni di una fisicità inquieta e imperfetta alla ricerca di un ordine\, quello del quadro\, entro cui espandersi e contrarsi\, dispiegarsi e comprendersi\, stabilendo nuovi equilibri. \n\n\n\nLa mostra ha il Patrocinio del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna\, di AMEI\, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani e dell’Associazione culturale Casa Testori; ha il sostegno di Devotio\, manifestazione internazionale di prodotti e servizi per il mondo religioso e della Names Europe\, Assicurazione fine arts. \n\n\n\nAPERTURE E ORARI: \n\n\n\nLa mostra è visitabile a ingresso libero dal 27 marzo al 27 luglio 2025 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. \n\n\n\nIl Museo resterà chiuso il giorno di Pasqua\, 20 aprile 2025.Per maggiori informazioni scrivere a segreteria@raccoltalercaro.it \n\n\n\nA questo link è possibile scaricare i materiali della mostra e le immagini in alta risoluzione:https://drive.google.com/drive/folders/1ueswxYojUg-VJP4Pr_9LB-rVIgaFHQZR
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/william-congdon-paesaggio-come-misura-del-corpo/
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2025/03/Condon_FB.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T114933Z
CREATED:20250227T222646Z
LAST-MODIFIED:20260427T114933Z
UID:8282-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:MACARONESIA
DESCRIPTION:Opere di Giorgia SeveriA cura di Andrea Lerda e Alberto ZanchettaIn collaborazione con La Salita Madeira Art GalleryInaugurazione giovedì 13 marzo\, ore 18.00 \n\n\n\nNasce la seconda mostra del nostro Osservatorio sull’Arte 2025\, collaborazioni per raccontare l’arte contemporanea nella nostra Project Room. Macaronesia\, la personale di Giorgia Severi mette in mostra una parte del progetto realizzato sulle isole dell’Atlantico su specie endemiche e in estinzione\, con una serie di opere eterogenee dai grandi frottage alle sculture in ceramica\, alla fotografia. \n\n\n\nCatalogo edito da Dario Cimorelli Editore Milano\, con testi di:Andrea Lerda\, curatore del Museo della Montagna di Torino\, fondatore di Platform Green e curatore indipendente;Alberto Zanchetta\, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia\, ricercatore e curatore indipendente;Fabiano Gamberi\, ricercatore del CNR /ISPRA e docente all’Università di Bologna.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/macaronesia/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2025,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2025/02/severi_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260505T104233Z
CREATED:20250131T145555Z
LAST-MODIFIED:20260505T104233Z
UID:8168-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:TERZO PAESAGGIO
DESCRIPTION:Opere di Andrea SalvatoriUn progetto a cura di Giovanni GardiniTesto di Elena BellinettiIn collaborazione con MADEINBRITALY Art Gallery di LondraInaugurazione venerdì 7 febbraio | ore 18.00 \n\n\n\nUn progetto incentrato sulla terra dell’alluvione che nel 2023 ha colpito la nostra Regione.L’artista Andrea Salvatori lavora sulle zolle che arrivano dalla chiesa di Santa Maria dell’Angelo\, spazio espositivo del Museo Diocesano di Faenza. Una materia artistica carica di significati e ricordi resa opera dalle sapienti mani dell’artista. Questa terra\, cotta e smaltata di rosso\, diventa così un ponte tra comunità e realtà culturali\, un ponte per non dimenticare con le sue crepe ancora visibili.La mostra sarà visitabile dal 7 febbraio al 30 marzo.La mostra si inserisce nell’ambito di 𝗔𝗥𝗧 𝗖𝗜𝗧𝗬 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟱 e in occasione di 𝗔𝗥𝗧𝗘𝗙𝗜𝗘𝗥𝗔.Raccolta Lercaro\, via Riva di Reno 57\, Bologna. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n 
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/terzo-paesaggio/
CATEGORIES:Innesti,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2025/01/salvatori_FB.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T114836Z
CREATED:20241213T182746Z
LAST-MODIFIED:20260427T114836Z
UID:8038-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:SE CHIUDO GLI OCCHI IL BUIO NON MI VEDE - ATTO II
DESCRIPTION:Opere di Luca FreschiA cura di Niccolò BonechiIn collaborazione con L’ARIETE artecontemporaneaInaugurazione 23 gennaio | ore 18.00 \n\n\n\n“Se chiudo gli occhi il buio non mi vede” a cura di Niccolò Bonechi è una doppia monografica dedicata all’artista Luca Freschi che collega la Raccolta Lercaro e la Galleria L’Ariete artecontemporanea. L’Atto II sarà ospitato nella Project Room della Raccolta Lercaro dal 23 gennaio 2025 all’interno della programmazione artistica curata dal Direttore Giovanni Gardini. Questo progetto in due atti evidenzial’eterogeneità della ricerca di Freschi\, in un dialogo profondo tra passato e presente\, perfezione e frammentazione. L’artista presenta una ricerca sull’alterità della figura umana e sulla memoria personale e collettiva\, esplorata attraverso tecniche come il calco\, l’assemblaggio e la ceramica. Ispirato alla tradizione del memento mori\, Freschi aggiorna il concetto di vanitas\, indagandone gli aspetti fisici\, simbolici e culturali. Attraverso elementi e colori di reminiscenza pop\, le sue opere bilanciano fascino e inquietudine\, suggerendo che la bellezza autentica si fonda sulla consapevolezza della caducità. In un’epoca di immortalizzazione digitale nasce così un invito a riflettere sul legame indissolubile tra la vita e lamorte. Un memento mori contemporaneo.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/se-chiudo-gli-occhise-chiudo-gli-occhi-il-buio-non-mi-vede-atto-ii/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2025,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/12/freschi_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T105242Z
CREATED:20241116T085845Z
LAST-MODIFIED:20260427T105242Z
UID:7919-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:OLTRE LA POLVERE
DESCRIPTION:Inaugurazione Giovedì 21 Novembre\, ore 18.00Opere di Gianriccardo PiccoliA cura di Giuliano ZanchiIn collaborazione con Galleria Stefano Forni \n\n\n\nLa Raccolta Lercaro è lieta di presentare\, in collaborazione con la Galleria Stefano Forni di Bologna\, Oltre la polvere una personale di Gianriccardo Piccoli\, artista bergamasco\, a cura di Giuliano Zanchi\, Direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (BS). \n\n\n\nOltre la polvere – il titolo è tratto da una raccolta di Nelly Sachs poetessa svevo-tedesca – è un invito a entrare nella poetica dell’artista\, segnata dalla nostalgia: «Se Gian Riccardo Piccoli – scrive Zanchi nel testo cristico a corredo della mostra – si esprime anche in questa mostra nei registri contemporaneamente languidi e malinconici della nostalgia\, non è per quei tratti che si potrebbero attribuire a una condizione di senilità\, dove secondo cliché ci si butta sui ricordi e ci si compiace del rimpianto. Intanto perché\, malgrado gli indicatori biografici che per lui segnano superata l’ottantina\, il suo grado di creatività e di capacità esplorativa permane tuttora in uno stato di grazia che non ha nulla di senile\, e che continua a renderlo ironico osservatore del presente e acuto scrutatore del futuro. In secondo luogo perché questo senso di straziante passione per le cose che passano -dolore e amore nello stesso tempo – appartiene alla sua poetica fin dall’inizio\, come un sentimento innato che non dipende dall’età\, ma solo dal modo che si sceglie – ammesso che lo si possa scegliere – di percepire la sostanza delle cose reali». \n\n\n\nQuesta esposizione è l’ultima mostra dell’anno all’interno di una più ampia rassegna\, l’Osservatorio sull’arte\, inaugurata nel dicembre 2023 che ha visto la collaborazione di gallerie\, artisti e curatori in uno spazio dedicato al dialogo tra le arti e le diverse generazioni. L’Osservatorio\, infatti\, intende essere un contesto privilegiato in cui la Raccolta Lercaro rimane fedele alla sua identità\, quella di essere -come si legge nello Statuto della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro – un contesto in cui «offrire particolarmente ai giovani la possibilità di approfondire la propria cultura nel campo dell’arte contemporanea\, e dare la possibilità agli artisti di avere un punto di incontro dove essi possano confrontarsi e chiarirsi reciprocamente le idee alla luce di una sempre più profonda generosità inerente all’arte». \n\n\n\nGianriccardo Piccoli è nato a Milano il 15 dicembre 1941. Ha partecipato alla Biennale di Venezia ed ha esposto in importanti spazi museali e gallerie in Italia e all’estero. Ha avuto per anni lo studio a Basilea con partecipazioni ad Art Basel. Vive e lavora a Bergamo. \n\n\n\nAperture e orari: \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 22 novembre 2024 al 12 gennaio 2025 nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. La Raccolta Lercaro\, in occasione delle festività natalizie\, sarà chiusa nei seguenti giorni: 24\, 25\, 26\, 31 dicembre 2024 e 1° gennaio 2025.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/oltre-la-polvere/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/11/piccoli_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260505T100854Z
CREATED:20241014T204629Z
LAST-MODIFIED:20260505T100854Z
UID:7794-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:LA LINEA VERTICALE
DESCRIPTION:opere di Agostino Arrivabenea cura di Giovanni Gardiniin collaborazione con Primo Marella Gallery \n\n\n\nUn’occasione imperdibile: sabato 8 febbraio alle 16.00\, la mostra La linea verticale sarà raccontata dall’artista Agostino Arrivabene e dal curatore Giovanni Gardini con una speciale visita guidata. A seguire\, la presentazione del catalogo dedicato al progetto. \n\n\n\nAlle 18.00 il dialogo diventa musicale con Around East and West- Music for flute and guitar in the modern era. Un viaggio musicale con Donato D’Antonio (chitarra) e Vanni Montanari (flauto) immersi nel suggestivo spazio del Museo. \n\n\n\nAlle 22.30\, l’ultimo imperdibile appuntamento: Rispondimi\, bellezza – Poesia e musica per La linea verticale di Agostino Arrivabene.Leggono Davide Rondoni\, Eva Laudace\, Fatmi Alì; canta Pietro Ciocca. Introduce Giovanni Gardini. \n\n\n\nLa linea verticale è una personale di Agostino Arrivabene\, a cura Giovanni Gardini\, un progetto espositivo che vede la collaborazione di Primo Marella Gallery. La linea verticale propone l’ultima ricerca dell’artista attraverso 22 opere\, dipinti e disegni incentrati sul tema della trascendenza\, della visione\, del dialogo interiore. Queste tematiche\, da sempre care all’artista\, trovano nella mostra della Raccolta Lercaro un’attenzione particolare grazie ad una serie di lavori pensati appositamente per la mostra – oltre la metà di quelli presenti nell’esposizione bolognese -\, in cui emerge con crescente intensità questa tensione verticale verso l’Altro. I quadri esposti raccontano l’anima dell’artista e conducono il visitatore in una nuova dimensione del sacro\, in un viaggio nello spirito e nel tempo dove i grandi maestri del passato si incontrano con la visione contemporanea di Arrivabene e il suo sguardo sempre in evoluzione.Il tema della finitezza dell’uomo\, della sua transitorietà – una costante anche questa nella poetica dell’artista – affiora in molti dipinti offrendo una presa di consapevolezza della caducità della vita; questa dimensione\, tuttavia\, lungi dall’essere una tragica constatazione\, apre l’uomo ad una realtà trasfigurata\, in cui la presenza della trascendenza si offre come vicinanza\, nube luminosa\, tensione verticale. È possibile acquistare il catalogo per le Edizioni delle grazie\, in italiano e inglese al link: https://www.edizionidellegrazie.it/product/la-linea-verticale/All’interno testi di Mons. Roberto Macciantelli\, Presidente della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro\, Giovanni Gardini\, Direttore della Raccolta Lercaro\, un’intervista all’artista di Alessandro Beltrami\, corredato dalle fotografie di Andrea Parisi e Marco Parollo. Si ringraziano l’AMEI\, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani\, per il patrocinio concesso. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero fino al 9 marzo 2025.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/la-linea-verticale/
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/10/arrivabene_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T105032Z
CREATED:20240829T144900Z
LAST-MODIFIED:20260427T105032Z
UID:7348-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:TURBOLENTA RELOADED
DESCRIPTION:Mostra multisensoriale che indaga gli approcci della società verso il cibo e l’alimentazioneOpere di Silvia NaddeoA cura di Sara Andruccioli e Paolo TrioschiTesto di Maria Rita BentiniInaugurazione: Giovedì 19 settembre\, ore 18.00 \n\n\n\nLa Project Room della Raccolta Lercaro nasce come luogo di dialogo con artisti\, gallerie e istituizioni e come spazio di sperimentazione. Una visione che è il cardine della prossima esposizione che ospiteremo: Turbolenta\, mostra multisensoriale che indaga gli approcci della società verso il cibo e l’alimentazione. L’esposizione si snoda attraverso un percorso interamente dedicato al tema del cibo\, con alimenti oggettivamente fascinosi\, dai colori invitanti e dall’apparenza gustosa\, alcuni dei quali collegati alla tradizione romagnola\, con un rimando alle proprie radici e al tempo stesso all’importanza del nutrimento del corpo con tutte le implicazioni di eccesso e di rifiuto tipiche della società odierna.La mostra si articola lungo un itinerario che affronta tematiche differenti attraverso l’utilizzo di diversi media\, tra cui sculture in mosaico\, installazioni\, installazioni interattive\, video\, acquerelli e audio.Un’esperienza sensoriale visiva e tattile\, alla scoperta dei molteplici significati culturali e simbolici che il cibo assume nel nostro contesto sociale fra la ricerca del cibo “sano”\, ecologicamente prodotto e perciò “antico” e intriso di memoria e il cibo nella sua realtà odierna: confezionato e standardizzato dai macchinari industriali. \n\n\n\nSilvia Naddeo (Roma 1984) è un’artista visiva che lavora ibridando mosaico\, scultura e nuovi media.Fonda la propria esperienza artistica sul tema del cibo indagandone gli aspetti socioculturali cui è legato e che lo contraddistinguono. Un connubio musivo-gastronomico che sfocia in un’esperienza di condivisione e nutrimento tutta sensoriale.Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero\, tra cui la Galleria d’Arte Statale Na Kashirke e la Musivum Gallery di Mosca\, il Museo d’Arte della città di Ravenna\, la Chapelle Saint-Éman di Chartres (Francia)\, il Museo Civico Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento e il Festival internazionale di Mosaico Contemporaneo.Attualmente\, l’artista è anche docente di Tecniche del Mosaico all’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 19 settembre al 17 novembre 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, BolognaPer ulteriori informazioni rivolgersi a: segreteria@raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/turbolentareloaded/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/08/Turbolenta_reloaded_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T104344Z
CREATED:20240609T203434Z
LAST-MODIFIED:20260427T104344Z
UID:7439-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:QUOTIDIANO SCOLPITO. LA VITA SENSIBILE DEGLI OGGETTI
DESCRIPTION:Inaugurazione: Giovedì 20 giugno ore 17.00Mostra a cura di Marinella Paderni e Collettivo HideaProgetto parte di Opentour dell’Accademia di Belle Arti di Bologna \n\n\n\nPer la decima edizione di Opentour\, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Raccolta Lercaro esordiscono insieme con un progetto nuovo\, una mostra collettiva di 14 opere inedite\, la maggior parte delle quali realizzate appositamente per lo spazio della Raccolta dagli studenti e dalle studentesse del corso triennale e biennale di Scultura.Il progetto è una collaborazione che vede coinvolte nel ruolo di curatrici cinque studentesse del biennio magistrale in Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico (Giulia Capriglia\, Maria Rosa Cuccitto\, Sara Perni\, Ludovica Pescarolo\, Martina Scribani) riunitesi nel Collettivo Hidea insieme alla loro docente di curatela\, Marinella Paderni.La mostra è il risultato finale di un incontro tra l’opera d’arte e la sua esposizione nello spazio pubblico e di un dialogo nuovo sul fare arte sorto tra i giovani artisti e le giovani curatrici all’interno delle aule dell’Accademia. Grazie a una serie di studio-visit organizzati dalle docenti di curatela e di scultura durante quest’anno accademico\, le studentesse-curatrici hanno potuto seguire la genesi del lavoro di ciascun studente-artista e partecipare alla vita sensibile di un’idea che nel tempo si trasforma in oggetto\, in opera d’arte. Un processo che solitamente non è visibile allo sguardo esterno che rimane privato fino a quando l’artista non decide di esporre l’opera finale. Invece\, in questo caso\, il lavoro di produzione è stato accompagnato dagli incontri tra di loro\, dalle parole e dai confronti arricchendosi nel tempo anche dello sguardo esterno\, altrui\, intra-visibile sottilmente nella progettazione della mostra da parte delle curatrici.Saranno esposte opere di:Michelangelo Bianchini\, Lorena Bucur\, Agnese Caleffi\, Mattia Cavallini Bonello\, Elio (Alessia Marchese)\, Chiara Innocenti Sedili\, Giacomo Mallardo\, Giovanni Manfreda\, Massa Omar\, Lucia Letizia Perillo\, Luna Prandi\, Giorgia Polverini\, Syria Roveto\, Cristina Russo.L’evento si inserisce nella rassegna estiva di Bologna Estate 2024 dei Giovedì della Lercaro\, appuntamenti dedicati all’Arte e alla Cultura. \n\n\n\nPer l’occasione il museo resterà aperto fino alle 23.00 e la mostra sarà visitabile a partire dalle 15.00.La mostra sarà visitabile fino al 28 luglio.La Raccolta Lercaro è visitabile\, a ingresso gratuito\, nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00Via Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/quotidiano-scolpito-la-vita-sensibile-degli-oggetti/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/06/paderni_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T104145Z
CREATED:20240501T221028Z
LAST-MODIFIED:20260427T104145Z
UID:7200-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:DALLA PARTE IN CUI TIRA IL VENTO
DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra DALLA PARTE IN CUI TIRA IL VENTOOpere di Patrizia NovelloPresentazione di Chiara GattiGiovedì 9 Maggio ore 18.00 \n\n\n\nProseguono le iniziative nella Project Room: Giovedì 9 maggio alle 18.00 inaugura “Dalla parte in cui tira il vento”. La mostra\, la cui presentazione è a cura di Chiara Gatti\, presenta le opere di Patrizia Novello.Una pittura attraversata da frammenti di versi poetici\, ispirati da un testo antico della letteratura e dell’arte. Parole che affiorano e affondano fra colori che evocano paesaggi\, stagioni\, elementi vegetali e memorie sinestetiche. Livelli diversi – visivi\, testuali e musicali – si sovrappongono come velature nello spazio. Il bianco dello sfondo è un vuoto denso di significato. Le forme spazzolate dal vento qualificano un luogo sospeso fra realtà e percezione. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 10 maggio al  16 giugno 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00; giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, BolognaPer ulteriori informazioni rivolgersi a: segreteria@raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/dalla-parte-in-cui-tira-il-vento/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/05/Vento_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T103838Z
CREATED:20240301T001252Z
LAST-MODIFIED:20260427T103838Z
UID:6965-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:SOGLIE
DESCRIPTION:Soglie. Anna Cancarini\, Valery Franzelli\, Giovanni Rossi \n\n\n\nINAUGURAZIONEGiovedì 7 marzo ore 18.00Raccolta Lercaro – Via Riva di Reno 57\, Bologna \n\n\n\nInauguriamo la mostra «Soglie. Anna Cancarini\, Valery Franzelli\, Giovanni Rossi» con opere di tre ex studenti del biennio di Arti visive contemporanee dell’Accademia SantaGiulia di Brescia. Interverranno il direttore del museo\, Giovanni Gardini\, il vice-direttore dell’Accademia\, Paolo Sacchini e le curatrici\, Eleonora Bianchi\, Stefy Garzoni e Giulia Andrea Gerosa\, studenti del I anno del biennio di Comunicazione e didattica dell’Arte. \n\n\n\nLa mostra\, aperta al pubblico dall’8 marzo al 28 aprile 2024\, si propone di indagare il concetto di liminalità attraverso le opere dei tre giovani artisti. Ombre\, luci e trasparenze si fondono per esplorare il visibile e l’invisibile\, mondi interiori ed esteriori\, quelle piccole percezioni Leibniziane che si possono solo intuire da pochi spifferi di Realtà. Una realtà distorta\, non lineare\, ma al contempo fluida e impalpabilmente atemporale\, sublimata in opere di un tempo sospeso. \n\n\n\nUn evento che si inserisce nei Giovedì della Lercaro che mettono la Raccolta in dialogo con altre realtà culturali e forme artistiche.La mostra\, inoltre\, verrà ospitata nella nostra project room: uno spazio pensato per collaborare con istituzioni\, gallerie e artisti diventando luogo di espressione dei loro progetti.L’inaugurazione prosegue la nostra collaborazione col la Pasticceria “Regina di Quadri” che curerà il rinfresco. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile a ingresso libero dall’ 8 marzo al 28 aprile 2024 nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00;giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00.Saremo chiusi a PasquaRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognatel. 051/6566215segreteria@raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/soglie/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/03/Banner_orizzontale_01-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260505T101204Z
CREATED:20240126T162052Z
LAST-MODIFIED:20260505T101204Z
UID:6640-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:MOSAICO tessere e pixel
DESCRIPTION:I GIOVEDÌ DELLA LERCARODIALOGHI D’ARTE \n\n\n\ngiovedì 1 febbraio ore 18.00 \n\n\n\nMOSAICOtessere e pixelElena Pontiggia e Daniele Torcellini in dialogo con gli artisti CaCO3 e Davide Maria ColtroSaranno presenti Giovanni Gardini e Sandro Malossini \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nRACCOLTA LERCAROVia Riva di Reno 57 – BolognaTel. 051 6566215-211www.raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/mosaico-tessere-e-pixel/
CATEGORIES:Istituzione,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/01/post-lercaro_mosaico_FB.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260427T000000
DTEND;TZID=UTC:20260427T000000
DTSTAMP:20260427T103411Z
CREATED:20240116T161045Z
LAST-MODIFIED:20260427T103411Z
UID:6386-1777248000-1777248000@www.museolercaro.it
SUMMARY:LUCIA BUBILDA NANNI - ORAMA
DESCRIPTION:  \n\nLUCIA BUBILDA NANNIORAMAa cura di Barbara Pavan \n Nell’ambito di ART CITY Bologna 2024 e in occasione di Arte Fiera\, la Raccolta Lercaro inaugura il 25 gennaio alle ore 18 ORAMA\, una personale di Lucia Bubilda Nanni a cura di Barbara Pavan\, visitabile fino al 25 febbraio 2024. \nIl termine ORAMA rimanda tanto alla veduta quanto alla proiezione e suggerisce che per vedere con consapevolezza sia necessario esplorare anche il verso delle cose\, l’ombra. È questo ‘doppio’ a rivelare la mutevolezza\, l’impermanenza e la vera natura di ogni manifestazione visibile\, la pluralità del reale che un’osservazione superficiale\, un solo punto di vista\, non può restituire. \nLucia Bubilda Nanni dà corpo a questa riflessione con un’imponente installazione di più di duecentocinquanta ritratti in cui il visitatore è invitato ad entrare per ritrovarsi osservato.Quello che inaugura alla Raccolta Lercaro è l’ultimo allestimento\, in ordine di tempo\, di un progetto nato da una ricerca dell’artista iniziata nel 2012 – e tuttora in fieri – con il censimento delle fotografie dei volti di una sezione inagibile del Cimitero Monumentale di Ravenna che comincia a ritrarre a mano libera con la sua macchina da cucire – una pesante Bernina modello 1008 meccanico a pedale elettrico – per salvarli dall’oblio. È l’avvio di un percorso che la condurrà a riflessioni e suggestioni che indagano le diverse declinazioni del volto e dello sguardo attraversando una pluralità di discipline -dalla filosofia alla biologia\, attraversando la teoria settecentesca di Lavater sulla fisiognomica\, gli studi del neuroscienziato Joseph LeDoux\, fino alle recenti ipotesi sul LUCA. L’installazione si pone qui\, infine\, in diretto dialogo con il fruitore e con le sue possibili letture e reazioni e vuole essere\, principalmente\, vuoto e silenzio\, per lasciargli il tempo di un capovolgimento dello sguardo\, dell’immagine e del doppio; un capovolgimento scomodo\, una soggezione da cui fuggire o rimanere a lungo. Chi è questo soggetto contemporaneo che\, protetto dallo schermo di uno smartphone o di un computer\, spia il mondo e le vite degli altri\, perdendo contezza di essere a sua volta oggetto di osservazione e giudizio?Nanni ci introduce in questa dimensione di oggetto lasciando che ognuno ne sperimenti il perimetro\, il confine\, le reazioni\, i pensieri e la portata emotiva che essa ispira. Questo primo evento del 2024 prosegue la rassegna con appuntamenti a cadenza sostanzialmente mensile che si prefigge l’obiettivo di aprire nuovi sguardi e prospettive sull’arte grazie alla collaborazione di gallerie\, artisti e curatori.Continua inoltre la preziosa collaborazione con la Pasticceria Regina Di Quadri\, che si concretizza attraverso l’incontro dell’alta pasticceria con il mondo dell’arte. Giovedì 25 gennaio\, alle ore 18\, in occasione dell’inaugurazione della mostra\, sarà possibile gustare le rinomate “castagnole alla crema” di Carnevale\, realizzate per un incontro tra arte e gusto.SCARICA IL CATALOGO : ORAMA – LUCIA BUBILDA NANNILa mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 25 gennaio al 25 febbraio 2024 nei seguenti orari: \nmartedì e mercoledì 15.00-19.00;giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. \nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognatel. 051/6566215segreteria@raccoltalercaro.itwww.raccoltalercaro.it         
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/lucia-bubilda-nanni/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2024,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2024/01/Mostra_Lucia_Bubilda_Nanni_1-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260122T000000
DTEND;TZID=UTC:20260308T000000
DTSTAMP:20260505T102136Z
CREATED:20260210T140510Z
LAST-MODIFIED:20260505T102136Z
UID:463-1769040000-1772928000@www.museolercaro.it
SUMMARY:PERSISTENCE
DESCRIPTION:Il Museo Lercaro\, in collaborazione con la Galleria Studio G7\, inaugura PERSISTENCE\, personale di Jacopo Mazzonelli (Trento\, 1983) e primo progetto dell’Osservatorio sull’arte 2026\, con contributi critici di Charles Moore e Saverio Verini. \nNel lavoro di Mazzonelli lo strumento musicale diventa un dispositivo culturale complesso\, capace di rivelare la tensione tra forma e funzione. Il suono è il luogo in cui la tecnica incontra l’inconscio\, in cui ciò che è stato progettato per produrre ordine finisce per rivelare una specifica scissione interna. Quando è attivato\, il suono non arriva a compimento\, e quando è assente\, si avverte come pressione latente. In entrambi i casi rimane evidente che qualcosa continui a operare\, nonostante la disarticolazione palpabile.\nAttraverso rimandi e allusioni\, strumento e suono diventano fondamentali per Mazzonelli nella sospensione del tempo\, dove l’artista privilegia costantemente l’idea di un presente persistente. \nL’installazione su grande scala PERSISTENCEsi inserisce in questa riflessione; Mazzonelli recupera ventiquattro elementi di un intero registro di canne d’organo e compone una geometria variabile collocando ogni oggetto in posizione discendente\, invertendo l’orientamento originale dello strumento musicale. La varia inclinazione tra gli elementi invita lo spettatore ad attraversare la composizione dall’apparenza precaria. PERSISTENCEveicola attraverso le ventiquattro canne un suono identico e ripetuto; la disposizione e le diverse proporzioni generano esperienze uditive differenti\, dando vita ad un campo sonoro che non aderisce al linguaggio musicale dello strumento\, ma assume le sembianze di un flusso d’aria incanalato\, a tratti riconducibile alla stessa frequenza che percorre invisibile gli interstizi delle architetture. PERSISTENCEdiventa un fermo immagine metafora di una vibrazione visiva e sonora\, un’opera in cui le sollecitazioni scultoree\, sonore e concettuali di Mazzonelli convergono in un unico sistema temporale. \nLa mostra è inserita nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 in occasione di ARTEFIERA\, il programma di mostre\, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera\, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/persistence/
CATEGORIES:Mostre,Osservatorio 2026,Osservatorio sull'arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/02/persistence_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20250626T000000
DTEND;TZID=UTC:20250727T000000
DTSTAMP:20260325T110326Z
CREATED:20250622T221505Z
LAST-MODIFIED:20260325T110326Z
UID:8741-1750896000-1753574400@www.museolercaro.it
SUMMARY:AFFECTIVENESS
DESCRIPTION:A cura delle studentesse e degli studenti del II anno del Biennio in Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico\, Accademia di Belle Arti di Bologna.INAUGURAZIONE – Giovedì  26 giugno ore 18.00 \n\n\n\nLa mostra Affectiveness. Sensi\, simboli\, speculazioni trae origine dall’affective turn\, una svolta teorica che\, a partire dagli anni ’90\, ha spostato l’attenzione delle scienze umane dalla centralità del pensiero razionale alla dimensione corporea e prelinguistica dell’esperienza affettiva. \n\n\n\nSecondo la teoria dell’affective turn\, l’affetto si configura non solo come una reazione emotiva\, ma anche come una reazione fisica\, una vibrazione intensa che attraversa il corpo\, anticipando il linguaggio e la coscienza. È in questo contesto che l’arte si fa attivatrice: non più oggetto da contemplare\, ma esperienza sensoriale che tocca\, scuote e mette in moto. \n\n\n\nIl termine “affetto” – dal latino ad facere\, ovvero fare qualcosa a qualcuno – indicava l’atto di influenzare l’altro\, sia a livello fisico che emotivo. Oggi evoca un movimento profondo e intimo\, un’oscillazione tra impulso istintivo e slancio spirituale. Con la frase «Sono ciò che di me hanno fatto gli altri» il filosofo Carlo Sini sottolinea che è nella relazione con l’altro che l’affettività si radica. Il riconoscimento nell’alterità è quindi una condizione fondante del sé e della sua costruzione identitaria. \n\n\n\nIn linea con questo pensiero si innesta anche lo sguardo riflessivo di Palomar\, un racconto di Italo Calvino\, in cui la figura del protagonista\, attraverso l’osservazione minuziosa del mondo\, cerca di trovare un ordine possibile e un modo per tradurre l’esperienza sensibile in conoscenza. Come nel romanzo\, anche la mostra si sviluppa seguendo tre direzioni: la visione\, il racconto e la meditazione. \n\n\n\nQuesta tripartizione è ripresa nel percorso espositivo\, che si articola nelle tre sale\, ciascuna delle quali riflette le direzioni suggerite da Palomar e guida il visitatore attraverso gli spazi. \n\n\n\nLe opere presentate in mostra sono realizzate con tecniche\, media e materiali diversi e sono messe in dialogo tra loro in un percorso che vuole portare a riflettere sulle molteplici forme legate alla sfera affettiva. Nella prima sala si esplora l’esperienza percettivo-visiva attivando la dimensione sensoriale dell’affetto. Nella seconda sala si accede a un’esperienza di tipo culturale e simbolica\, in cui l’affetto si configura come una costruzione collettiva condivisa\, mediata dal linguaggio vissuto. La terza sala corrisponde all’esperienza speculativa e spirituale\, in cui l’affetto viene vissuto come un’apertura al mistero\, una tensione verso l’infinito e\, allo stesso tempo\, una ricerca interiore. \n\n\n\nLa mostra propone un ritorno al corpo\, all’incontro e alla sottile vibrazione dell’esperienza vissuta: l’affetto non è solo ciò che proviamo\, ma è anche ciò che ci muove\, ci definisce e ci unisce. \n\n\n\nIl percorso di visita sarà volutamente aperto\, soggettivo e non mediato\, invitando ciascun visitatore a relazionarsi con lo spazio e le opere secondo la propria sensibilità\, percezione e disposizione. In questo modo\, il senso più autentico della mostra prende forma\, non nel concetto\, ma nell’esperienza viva – corporea\, culturale e spirituale – dell’arte e del suo incontro con l’altro. \n\n\n\nL’esposizione sarà visibile fino al 27 luglio\, a ingresso libero\, nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15.00-19.00; da giovedì a domenica 10.00-13.00/15.00-19.00. Il giorno dell’inaugurazione la mostra è a orario continuato dalle 15.00 alle 23.00 e dalle 20.00 curatrici\, curatori\, artisti e artiste saranno disponibili per illustrare le opere e il progetto curatoriale della mostra. \n\n\n\nL’evento fa parte di Bologna Estate 2025\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/affectiveness/
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2025/06/affectiveness_FB-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230523
DTEND;VALUE=DATE:20230524
DTSTAMP:20260505T103845Z
CREATED:20240519T175122Z
LAST-MODIFIED:20260505T103845Z
UID:7295-1684800000-1684886399@www.museolercaro.it
SUMMARY:I GIORNI DEL FANGO
DESCRIPTION:A UN ANNO DALL’ALLUVIONE\, LE OPERE DI CARLO ZAULI ALLA RACCOLTA LERCAROcon gli scatti fotografici di Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo\, Adriano ZanniINAUGURAZIONEGiovedì 23 maggio ore 18.00 \n\n\n\nL’arte come possibilità di incontro e di condivisione\, come veicolo per trasmettere contenuti importanti. È con questa attenzione che giovedì 23 maggio alle 18.00\, per i “Giovedì della Lercaro”\, si inaugura un nuovo allestimento che riporta in collezione permanente il lavoro di Carlo Zauli (1926-2002)\, importante ceramista faentino di livello internazionale. A un anno dall’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna saranno esposti due apprezzabili opere di Carlo Zauli\, il cui Museo\, con sede a Faenza\, è stato drammaticamente colpito dall’alluvione del maggio 2023.Insieme alle sculture di Carlo Zauli saranno inoltre esposte anche le fotografie di Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo e Adriano Zanni che\, con sguardi diversi\, hanno documentato quanto accaduto lo scorso maggio. Adriano Zanni\, rinunciando al colore\, restituisce una visione quanto mai nitida della realtà\, immortalata in tutta la sua estrema crudezza\, senza sconti di sorta. Andrea Bernabini offre uno sguardo prevalentemente aereo\, solo apparentemente distaccato\, alla ricerca di un’armonia in mezzo ad un territorio devastato. Più aspra è la scelta di Marco Parollo: i suoi occhi indugiano sulle macerie alla ricerca di dettagli che possano restituire agognati frammenti di quotidianità. Richard Betti ha invece indagato la dimensione del ricordo offrendo allo sguardo del pubblico una serie di fotografie legate alla sua dimensione familiare e che l’alluvione ha inesorabilmente cancellato o snaturato. Eppure\, la memoria e l’affetto verso persone amate e luoghi visitati\, rimane nonostante tutto immutata\, se non addirittura più intensa.Le opere dei quattro fotografi resteranno visibili fino al 28 luglio.L’evento nato dalla collaborazione tra la Raccolta Lercaro e il Museo Carlo Zauli di Faenza vedrà la partecipazione di Elena Di Gioia\, Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana\, Massimo Isola\, Sindaco di Faenza\, Mons. Roberto Macciantelli\, Presidente della Fondazione Lercaro\, Giorgia Boldrini\, Direttrice del Settore Cultura e Creatività Comune di Bologna\, Eva Degl’Innocenti\, Direttrice del Settore Musei Civici Bologna\, Matteo Zauli\, Direttore del Museo Carlo Zauli e Giovanni Gardini\, Direttore Raccolta Lercaro. \n\n\n\nAperture e orari:La Raccolta Lercaro è visitabile\, a ingresso gratuito\, nei seguenti orari:martedì e mercoledì 15.00-19.00giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00 \n\n\n\nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.itPAROLE D’ARTISTA\nCONVERSAZIONE SULLA MOSTRA “I GIORNI DEL FANGO” \nGiovedì 13 giugno ore 21.00 \n\n\n \nIn relazione alla mostra I giorni del fango\, ora esposta nella collezione permanente che ricorda l’alluvione del maggio 2023\, quattro fotografi – Andrea Bernabini\, Richard Betti\, Marco Parollo e Adriano Zanni – dialogano su quanto accaduto. Le loro parole si aggiungono così al racconto dei loro scatti fotografici\, posti in relazione a due opere di Carlo Zauli\, riportandoci sguardi e sensibilità differenti. Adriano Zanni\, rinunciando al colore\, restituisce una visione quanto mai nitida della realtà\, immortalata in tutta la sua estrema crudezza\, senza sconti di sorta. Andrea Bernabini offre uno sguardo prevalentemente aereo\, solo apparentemente distaccato\, alla ricerca di un’armonia in mezzo ad un territorio devastato. Più aspra è la scelta di Marco Parollo: i suoi occhi indugiano sulle macerie alla ricerca di dettagli che possano restituire agognati frammenti di quotidianità. Richard Betti ha invece indagato la dimensione del ricordo offrendo allo sguardo del pubblico una serie di fotografie legate alla sua dimensione familiare e che l’alluvione ha inesorabilmente cancellato o snaturato. Eppure\, la memoria e l’affetto verso persone amate e luoghi visitati\, rimane nonostante tutto immutata\, se non addirittura più intensa.Alla serata parteciperanno anche Matteo Zauli\, direttore artistico del Museo Carlo Zauli\, e Giovanni Gardini\, direttore della Raccolta Lercaro.Sarà un incontro per riflettere sulle potenzialità dell’arte quale mezzo per elaborare in un orizzonte di senso i drammi che la vita può riservare e sulle possibilità che la creatività offre all’uomo\, aprendolo alla prospettiva di saper individuare anche nel fango nuove opportunità di crescita.Questo appuntamento si inserisce nella rassegna estiva di Bologna Estate 2024 dei Giovedì della Lercaro: incontri di approfondimento e divulgazione artistica e culturale.Le opere dei quattro fotografi resteranno visibili fino al 28 luglio. \n\n\n \nRaccolta LercaroVia Riva di Reno\, 57\, Bolognasegreteria@raccoltalercaro.it
URL:https://www.museolercaro.it/mostra/i-giorni-del-fango/
CATEGORIES:Innesti,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museolercaro.it/wp-content/uploads/2026/04/i_giorni_del_fango_FB2-scaled.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR